Ritorno a Maycomb

Il buio oltre la siepe, scritto da Harper Lee e pubblicato nel 1960, anno in cui ha anche vinto il premio Pulitzer, è tra i cinquanta libri più venduti al mondo. Per le sue tematiche e per la forza del suo messaggio il presidente Obama nei festeggiamenti per i cinquant’anni dall’uscita dell’omonimo film (1962 per la regia di Robert Mulligan) tratto dal romanzo ha affermato: “Il buio oltre la siepe diede vita ad una storia indimenticabile di coraggio e convinzione, sul fare quel che è giusto, a qualunque prezzo.”

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Foto dell’autrice del libro Harper Lee

Avevo già letto il libro all’ultimo anno delle scuole medie, proposto dalla mia insegnante di italiano, e proprio su questo romanzo si era svolta una specie di concorso tra le diverse classi della scuola.
Mi ricordo la ricerca dei più piccoli particolari del testo, la creazione di domande puntigliose su come si chiamasse lo stenografo del tribunale di Maycomb, o su quale tipo di dolce venisse regalato alla famiglia Finch e in quale occasione, ma non riesco a ricordare una profonda riflessione fatta sulle tematiche che il romanzo contiene. Come molti sostengono, Il buio oltre la siepe è un romanzo che andrebbe fatto leggere in tutte le scuole, ma poi bisogna anche soffermarsi sul suo contenuto, sulle vicende narrate, su ciò che trasmette ai suoi lettori e non solo su particolari che, diciamolo, potrebbero anche essere tralasciati: questione di sensibilità, forse.
Sarebbe un po’ come leggere i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e invece che sottolineare il contesto storico, la psicologia dei personaggi, le tematiche del romanzo ci si soffermasse come punto vitale sul significato della parola durlindana (è successo davvero!).

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La scrittrice Harper Lee sul set del film con la giovane attrice che interpreta Scout

Il romanzo, ambientato agli inizi degli anni trenta, è narrato in prima persona dalla protagonista Jean Louise Finch, da tutti chiamata Scout, che ricorda gli eventi della sua infanzia e descrive la vita della cittadina fittizia di Maycomb, nell’Alabama, filtrando però i suoi ricordi secondo la visione che aveva da bambina del mondo che la circondava.
La prima parte del romanzo è dedicata alla descrizione della vita in famiglia della giovane Scout, che ci presenta la figura paterna, Atticus Finch, un uomo rispettato da tutta la comunità, un avvocato dagli ideali saldi e un padre affettuoso e amorevole.

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Scena tratta dal film del 1962. Atticus legge insieme a Scout.

Scout ha anche un fratello maggiore, Jeremy Finch, da tutti chiamato Jem, che vediamo crescere durante la narrazione, acquistare una visione delle cose sempre più matura, affrontare l’adolescenza e avvicinarsi sempre di più a quel modello di vita che il padre ha da sempre incarnato.
All’inizio del romanzo Scout ha sei anni e Jem ne ha dieci, e alla fine si dice che Jem ne ha quasi tredici, la narrazione ricopre quindi un lasso di tempo di tre anni. La madre di Jem e Scout è morta da qualche anno e se Scout praticamente non se la ricorda, Jem invece ha dei ricordi vividi che faranno sempre parte di lui.
Con la famiglia Finch vive anche Calpurnia, la governante, una donna di colore che frequenta la casa da quando è nato Jem. Calpurnia è una donna dalle poche parole, che ha una fiducia incondizionata in Atticus, è capace di educare i due bambini e di tenere a freno la loro vivacità a volte esagerata, ma capace anche di dimostrare un affetto incondizionato nei loro confronti.
Maycomb viene presentata come una cittadina oziosa, inerme, abitata prevalentemente da persone anziane, ricca di pregiudizi e di finto perbenismo, anche se non mancano alcuni suoi abitanti che nel corso del romanzo vengono descritti come positivi.

“Maycomb era una vecchia città, e quando la conobbi io era una città vecchia e stanca. […] Le signore facevano il bagno prima di mezzogiorno e lo rifacevano dopo il sonnellino delle tre pomeridiane, e al calar della sera parevano morbidi pasticcini da tè canditi di sudore e talco profumato. La gente si muoveva lentamente. Passeggiavano pian piano per la piazza, entravano e uscivano pigramente dai negozi strascicando i piedi, e facevano tutto con molta calma. La giornata era, sì, di ventiquattr’ore, ma pareva più lunga. La fretta era ignorata perché non c’era dove andare, nulla da comprare (a parte il fatto che mancava anche il denaro per comprarlo), e nulla da vedere fuori dai confini della contea di Maycomb.”

La prima parte della narrazione si occupa quindi della vita di tutti i giorni della famiglia Finch e sopratutto dell’estate che Scout e Jem trascorrono insieme al loro amico Dill, nipote di miss Rachel, una loro vicina, che per la prima volta passa l’estate a Maycomb. Dill è un bambino simpatico e intelligente che attira subito la curiosità di Scout con cui instaurerà un bel rapporto di amicizia. I tre si incuriosiscono alla casa dei Radely, che si trova vicino a quella dei Finch, sulla quale circolano diverse leggende riguardo il figlio minore, da tutti chiamato Boo, il quale sarebbe tenuto rinchiuso in casa perché pericoloso, infatti nessuno lo ha mai visto per le strade di Maycomb. Tutti i bambini della città hanno paura di passare davanti alla casa dei Radley, alcuni cambiano percorso, allungandolo, per andare a scuola, altri, come Scout e Jem, ci passano davanti correndo. Si dice che la casa sia maledetta e si pensa che persino le noci, che cadono nel cortile della scuola dagli alberi della proprietà dei Radley, siano avvelenate.
I tre giovani si sfidano a toccare il muro della casa maledetta, a chi si avvicina di più, e durante i lunghi pomeriggi estivi decidono anche di mettere in scena, in una specie di teatrino, ciò che pensano accada tra le mura domestiche dei Radley.
Scout e Jem iniziano però a trovare nella cavità di una quercia nel giardino degli oggetti, che sembrano essere proprio destinati a loro e, anche se non riescono a capire da parte di chi siano, sospettano che sia Boo l’inaspettato donatore.
Scout inizia anche a frequentare la scuola e nella descrizione del suo primo giorno, veniamo a conoscenza di nuovi dettagli sulla composizione della società di Maycomb. In città ci sono molte famiglie povere che preferiscono tenere i loro figli a casa per aiutare nella gestione dei campi e nei lavori di casa e la scuola in qualche modo permette che questo accada, perché come compromesso si permette che questi bambini, per essere a posto con la legge, frequentino solamente il primo giorno per poi non presentarsi per la restante parte dell’anno scolastico. Oltre che per Scout, è il primo giorno anche per la nuova insegnate che non sa come vanno le cose a Maycomb e dunque rimprovera la bambina, che ha la sola colpa di volerle spiegare la situazione e di saper già leggere, cosa che, secondo la maestra, suo padre non doveva assolutamente permettersi di insegnarle.

“Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?”

La figura di Boo Radley viene messa da parte nella seconda pare del libro, ma sarà fondamentale per la conclusione del romanzo.

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Scena tratta dal film del 1962. Atticus difende Tom Robinson in tribunale.

La seconda parte della narrazione, quella più densa di significato, ruota attorno al processo che si svolge contro Tom Robinson, un uomo di colore accusato di aver violentato Mayella Ewell, appartenete ad una delle famiglie più povere di Maycomb e in cui l’affetto e l’amore non sono dei valori particolarmente importanti. Atticus viene affidato, come avvocato di ufficio, a Tom e la sua scelta di difenderlo fino in fondo e di credergli attira l’antipatia di molti abitanti di Maycomb, ma anche il rispetto dei suoi figli e di alcune persone che rimangono vicine alla famiglia Finch. Scout deve affrontare le offese che le vengono rivolte a scuola ma anche in famiglia, da parte di suo cugino, così come Jem che diventa sempre di più un modello di riferimento per Scout.
Jem e Scout assistono al processo, si sentono vicini al padre e sopratutto Jem sembra soffrire con lui quando avverte che le cose che stanno accadendo sono ingiuste. Il processo ha un destino già scritto, mai nessuna giuria delibererà a favore di un nero, sebbene non abbia nessuna colpa se non quella di aver provato compassione per una ragazza bianca. Proprio questa compassione dichiarata da Tom sul banco degli imputati e le testimonianze presentate per mettere in rilievo quale fosse il clima nella casa degli Ewell farà infuriare il padre della ragazza, Bob Ewell, portandolo a progettare azioni terribili.

“Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede.”

Il buio oltre la siepe colpisce per il suo messaggio contro la violenza nei confronti dei più deboli e contro la discriminazione nei confronti delle minoranze, che è ancora fortemente radicata nella società di qualsiasi paese. É quindi importantissimo che un libro come questo sia ricordato, letto e studiato da tutti, perché in modo semplice, diretto e senza retorica insegna la normalità della convivenza pacifica e civile.
Mi ha colpito molto il fatto che l’insegnate di Scout a scuola condanni le azioni di Hitler, le violenze che devono subire gli ebrei, ma nella sua realtà cittadina sia una di quelle persone che al processo di Tom Robison afferma che gli afroamericani hanno esagerato e che devono restare al loro posto. Questa contraddizione tra ciò che si pensa e ciò che si dice e si fa è ancora radicata in noi e troppo spesso ci troviamo di fronte a situazioni di veri e propri abusi.
La figura di Atticus risalta per la sua integrità, per la sua etica e per il modo in cui educa i suoi figli al rispetto e all’amore.
La narrazione scorre veloce e piacevole ed è particolare avere per tutto il tempo come punto di vista quello di una bambina di sei anni, un po’ ribelle e dalla grande voglia di conoscere il mondo. La narratrice ci dà un’immagine estremante precisa della cittadina di Maycomb e dei suoi vari abitanti, ogni singolo personaggio con cui Scout entra in contatto è descritto con profondità e dovizia di particolari in modo da farlo sembrare ancora più vivido.

La rilettura di questo libro me lo ha fatto apprezzare ancora di più, per il suo messaggio, per questi personaggi a cui ormai mi sento affezionato e anche per questo modo di raccontare così preciso e allo stesso tempo ingenuo.
Insomma tornare a Maycomb è sempre bello!

Alessandro Audisio

Ecco il link per acquistare il libro: Il buio oltre la siepe

 

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